CHI SIAMO

TransFer: siamo un gruppo di persone transgender, che ha deciso di creare un punto di informazione e confronto sulle tematiche trans*. Siamo nati il 4 marzo del 2017, durante il festival LGBT+ TAG, manifestazione organizzata da Arcigay Ferrara.

Tra i nostri obiettivi quello di essere di supporto alle persone che intendono intraprendere il percorso di transizione; per coloro che non si sentono di appartenere al binarismo di genere, offriamo un confronto al fine di sviluppare, senza le limitazioni imposte dal conformismo e i suoi pregiudizi, la propria specifica individualità. Riteniamo di primaria importanza abbattere gli stereotipi legati al nostro variegato mondo, rendendoci disponibili a fare conoscere le nostre esperienze di persone transgender a tutta la cittadinanza. Per facilitare questa conoscenza, organizziamo momenti di incontro e convivialità, eventi con presentazione di libri, film, documentari e dibattiti.
Benvenut* sono le persone che vogliono conoscere per capire.

Siamo parte integrante di Arcigay Ferrara, ma allo stesso tempo manteniamo una nostra indipendenza nello sviluppare azioni ed eventi, purchè non siano in contrasto con i valori e lo statuto di Arcigay Ferrara. Il nostro gruppo non ha nessun responsabile, nessun portavoce e viene gestito dall’assemblea degli attivisti, che sono nominati transferini. Le decisioni vengono prese per maggioranza durante le riunioni, e le relazioni esterne vengono gestite a seconda delle specificità di ogni componente del gruppo. Per diventare transferin* è sufficiente partecipare con continuità a tutte le attività del gruppo.

TransFer ha sede a Ferrara in Via Ripagrande 12, ed è parte di Arcigay Ferrara. Teniamo aperta la sede di Via Ripagrande 12, tutti i mercoledi a partire dalle ore 21.00.

Terminologia

TRANSESSUALE: una definizione
di persona che sente di non appartenere al sesso biologico acquisito alla nascita, manifestando l’idea di essere imprigionato in un corpo sbagliato. Questi i motivi che spingono le persone transessuali a intraprendere un percorso di transizione verso il genere di elezione, con l’assunzione di ormoni e interventi chirurgici, che possono spingersi fino ad un intervento di riassegnazione del sesso. Questo termine fu utilizzato per la prima volta da David Cauldwell nel 1949, nell’articolo dal titolo “Psychopathia transexualis” in cui veniva descritto il caso di una ragazza che voleva essere un ragazzo. Ma è nel 1966 che il termine divenne comune, grazie al libro di Harry Benjamin dal titolo “Il fenomeno transessuale” (prima edizione italiana 1968), che fu anche il primo testo a carattere scientifico a studiare la transessualità. Il termine ha quindi un’origine medica.

TRANSGENDER o TRANSGENERE: una definizione
è un termine ombrello che comprende tutte le persone che non si sentono a proprio agio con il genere assegnato loro alla nascita, e che in varie modalità esplorano il genere opposto. Tra le persone transgender sono ovviamente comprese anche le persone transessuali, i/le travestit* le persone gender fluid, e chiunque a qualsiasi titolo non si senta di essere rappresentato dal conformismo imposto dal binarismo di genere. Il termine ha un’origine medica: fu infatti utilizzato per la prima volta dalla Dott.ssa John F. Oliven nel 1965, da lei usato per indicare le persone transessuali. Nel 1969 l’attivista Virginia Prince utilizza questo termine all’interno della rivista da lei curata Transvestia, dichiarando di averlo inventato lei stessa, per definire le persone che scelgono di vivere quotidianamente nel genere di elezione. Ma è solo agli inizi degli anni ’80 che il termine assume il valore di “termine ombrello”, per definire tutte le persone che non si rispecchiano nel conformismo dettato dal binarismo di genere.

QUEER: una definizione
il termine queer viene, letteralmente, tradotto con il termine frocio. Questo termine appare, con connotati negativi, fin dal XVI secolo, e diviene distintiva dell’omosessualità nel XVIII secolo. Negli anni ’90 nasce la Queer Nation ( link: http://queernationny.org/history) che si appropria di questo termine dispregiativo per trasformarlo in un valore positivo. Il popolo queer è rappresentato da tutte le minoranze sessuali da sempre discriminate, essere queer diventa un motivo di orgoglio. Sempre negli anni ’90 si sviluppa il pensiero definito come Teoria queer, uno stimolante e spesso controverso sviluppo di pensiero, che arriva ad essere spesso critico con le tendenze omologanti e conformiste perseguite all’interno del movimento gay e lesbico. Il queer rappresenta, in buona sostanza, la complessità delle differenze, della non omologazione e di continua critica nei confronti di una società oppressa da norme che creano discriminazione. Dichiararsi queer, significa dichiarare la propria individualità, diversità e specificità. Purtroppo, come troppo spesso capita con la complessità, è in atto da alcuni anni una tendenza a banalizzare e a rendere modaiolo questo termine. Nel termine queer sono rappresentate le infinite sfumature delle identità di genere e della sessualità.

I Transferini
sono gli attivisti che animano il gruppo, tra di noi vi sono diverse sfumature del mondo transgender. Siamo alla continua ricerca di altre persone che vogliono darci una mano, al fine di realizzare l’utopico mondo della libertà di genere.